Le stelle cadranno tutte insieme

    Ieri pomeriggio, alla Chiesa di Chiesa di San Gregorio, Iacopo Barison ha presentato Le stelle cadranno tutte insieme, la sua seconda opera, accompagnato da Elena Sbrojavacca, ricercatrice di letteratura italiana contemporanea. Iacopo, nato a Fossano nel 1988, è tra gli scrittori emergenti più famosi in Italia.

    Le stelle cadranno tutte insieme è un romanzo in cui l’autore racconta le storie di tre giovani ragazzi, tra i diciannove e i trent’anni, che lasciano la loro provincia con l’obiettivo di diventare famosi nel mondo del cinema.

    Iacopo racconta queste vicende dal suo punto di vista, quello di un giovane scrittore che vive in una società schizofrenica, cercando di fare un bilancio su questa generazione, sulle sue vicende e aspirazioni.

     

     

    Prima della presentazione abbiamo avuto l’occasione di porre alcune domande all’autore.

    Perché hai deciso di partecipare a CartaCarbone, che è un festival autobiografico?
    Il mio non è un romanzo propriamente autobiografico: racconta infatti la storia di tre personaggi diversi, due ragazzi e una ragazza; certo, però, nel farlo ho attinto alla mia esperienza personale, disseminando elementi autobiografici in ogni sua parte.

    Che cosa ti ispira maggiormente prima di scrivere?
    Niente di specifico, le cose che ho intorno a me. Quello che più mi ha spinto a scrivere questo libro, in particolare, è il fatto che nessun autore della mia età si era ancora cimentato nel rappresentare la vita, con tutte le difficoltà, dei miei coetanei. Ho provato quindi a rielaborare l’ambiente intorno a me e a raccontarlo inventando delle storie di ragazzi simili, in alcuni punti, alla mia.

    Come è nata l’idea per la copertina del tuo ultimo libro?
    Confesso che la copertina è stata l’unica cosa che non ho scelto io, ma avevo le idee ben chiare su come dovesse essere. Volevo fosse prima di tutto bella esteticamente, e poi d’impatto. Per me era importante che avesse un carattere disturbante, sicuramente riconoscibile al primo sguardo, e che avesse un legame forte con l’immaginario e la cultura pop, anche per sfatare il pregiudizio che la lettura sia un’attività da persone alienate e distanti dal mondo reale. Devo ammettere che grazie a questa copertina il libro è spopolato anche su Instagram, semplicemente pubblicandone la foto.

    Perché hai scelto di raccontare la storia suddividendola in due linee temporali diverse?
    Utilizzandole, volevo creare più dinamicità e suspence per tenere ancorato il lettore alle pagine del libro, con il fiato sospeso fino alla fine.

    I libri sono sempre stati la tua passione?
    In realtà non ero uno studente brillante, non leggevo seriamente e soprattutto non mi piaceva essere obbligato a farlo dagli insegnanti. Ho iniziato più avanti, leggendo cose scelte da me, e, quando ho capito che i personaggi dei libri mi facevano sentire meno solo, mi sono appassionato e ho cominciato a scrivere.

     

    Testo e foto di Chiara Marengo e Chiara Spilotros

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