Cristina Cason

Cristina Cason

Cristina Cason

    Si diploma al Liceo Classico “Antonio Canova” di Treviso. Successivamente si iscrive alla facoltà di Psicologia dell’università di Padova. Nello stesso periodo e per diversi anni si interessa di psicoanalisi freudiana e junghiana e tecniche corporee.
    Si forma in Psicomotricité Expressionelle col prof. Jean Michel Marteau di Le Havre e in Educazione Psicomotoria con la scuola del prof. Bernard Aucouturier a Padova; si forma inoltre in Danzaterapia con la danzatrice e terapeuta Anna Catalano di Roma. Per una decina d’anni lavora come psicomotricista nelle scuole per l’infanzia ed elementari primarie.
    Contemporaneamente, per passione personale, approfondisce diverse tecniche decorative su supporto tessile: batik, serigrafia, quilteria, ricamo contemporaneo, decorazioni a pennello, tessitura, tinture naturali e tecniche di stampa a mano e marmorizzatura.
    Produce e vende pezzi unici, tra cui bambole in porcellana e tessuto, pezzi unici di capi d’abbigliamento, elementi e pannelli d’arredamento, pronti per stampa serigrafica per linee d’abbigliamento. Lavora per un periodo in comunità terapeutica con ragazzi devianti e pazienti psichiatrici socialmente inseribili; qui sperimenta laboratori che uniscono le attività artistico/figurative all’espressione corporea in un’ottica di riabilitazione attraverso l’espressione di sé.
    Dal 1982 al 1992 è docente presso il Centro IRFOP Internazionale di Artigianato Artistico Sperimentale “Cjase O!” di Paularo, dove le vengono affidati gli insegnamenti di cultura generale ed animazione e di decorazione e lavorazione artistica del tessuto. Qui conosce Paolo Saldari; insieme progettano e realizzano alcune marionette a filo da collezione. Cristina, inoltre, costruisce con i ragazzi delle sue classi le prime figure e mette in scena con loro alcuni microspettacoli di ombre e d’attore con maschere per viso e corpo, sempre costruite dai ragazzi.
    Nel 1992 viene invitata, insieme a Paolo, a operare all’interno della mostra Internazionale di Illustrazione di Sàrmede, con un laboratorio permanente dimostrativo di costruzione di figure e animazioni teatrali interattive.
    L’esperienza dura quattro anni, dal 1992 al 1996. In questo periodo vengono prodotti molti microspettacoli e percorsi partecipati, aventi per tema racconti scritti dai bambini o testi dei libri presenti in mostra.
    Ed è proprio nel 1992 che “L’Aprisogni” nasce. Per maggiori info: http//www.aprisogni.it

     

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