Un sodalizio dell’orrore

    “Hekateion” è una nuova collana editoriale nata dalla collaborazione tra Righe Gemelle e Arpeggio Libero Editore, che tratta in particolare i generi del macabro e dell’orrore.
    Questa nuova realtà del mercato librario è stata presentata oggi alla Libreria Universitaria San Leonardo, e noi studenti abbiamo avuto l’opportunità di parlarne con una delle sue curatrici, Federica Gaspari. Altoatesina di nascita, classe 1986, risiede da anni nel Trevigiano e coltiva fin dall’infanzia la passione per la scrittura. Nel 2017 ha dato vita, assieme all’amica Annalisa Rizzi, a un’agenzia letteraria, Righe Gemelle, che si occupa di consulenza ed editing.

     

     

     

    Al fine di conoscere meglio la loro attività, abbiamo posto alle ragazze di Righe Gemelle alcune domande.

    Perché avete scelto di dedicare la vostra collana ai generi del thriller e dell’horror? Da cosa nasce questa passione?

    Si tratta dei generi che amiamo di più. A nostro avviso sono quelli che coinvolgono emotivamente il lettore in forma totalizzante rispetto a qualsiasi altro genere: quando si è preda della tensione è difficile che ci sia spazio per qualsiasi altra emozione.

    L’horror è solitamente concepito come un genere prettamente maschile. Avete riscontrato difficoltà nell’affermarvi in questa nicchia di mercato?

    In realtà non abbiamo percepito alcuna difficoltà in questo senso, anzi, abbiamo ricevuto diversi feedback positivi. Abbiamo però notato che effettivamente le autrici che amano e trattano questo genere sono in numero inferiore rispetto agli autori. Siamo quindi decise a scovare talenti per ispessire le quote rosa!

    Avete in programma l’apertura di una sede fisica per la vostra attività o ritenete sia più efficace rimanere sul web?

    In realtà ne abbiamo parlato, ma per ora il web è il luogo migliore per “incontrarci”: siamo geograficamente lontane (Fede trevigiana, Lisa tarantina), ma questo ci consente di poter lavorare agli estremi opposti dello Stivale, permettendoci di essere presenti su una bella fetta di territorio. Non male, no?

    Nelle vostre biografie figura il termine editor. come vivete questa professione? Vi è mai capitato di avere diverbi con i vostri autori sulle correzioni/modifiche da voi proposte?

    Capita purtroppo di avere qualche incomprensione, ma fa parte del gioco: il nostro mestiere è visto talvolta con sospetto perché si crede erroneamente che gli editor stravolgano il lavoro degli autori. In realtà il nostro compito è quello di mondare le opere da incongruenze e refusi, tagliando e proponendo aggiunte dove necessario, e lo facciamo parlandone sempre assieme ai nostri autori, senza mai imporre il nostro punto di vista. Deve necessariamente essere una sinergia e in tutta sincerità quello che più ci rende orgogliose del nostro lavoro è il rapporto che si è venuto a creare con gli autori che hanno pubblicato con noi.

     

    Testo e foto di Simone Liberali e Alberto Minuzzo.

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