CartaCarbone Festival 2021 – Ecco il tema dell’ottava edizione

Eccoci cari amici, siamo pronti per una nuova avventura!
Abbiamo voglia più di sempre di fare con voi esperienza di racconto, di viaggiare fuori e dentro di noi. L’ottava edizione di CartaCarbone è dedicata a un tema che si allarga a vista d’occhio, che sa rendere elastico il nostro orizzonte, che raccoglie visioni e prospettive che avvicinate ampliano lo sguardo.
L’anno appena passato ha rinnovato in noi il desiderio di guardare oltre le porte di casa: in questo 2021 CartaCarbone darà spazio alla tematica “Paesaggi”.

Di fronte alla parola “paesaggio” l’essere umano accoglie un invito. Un implicito invito a scegliere la prospettiva da cui vedere.
Lo sguardo si allarga spinto dal peso specifico del vissuto. I sensi collaborano alla ricerca delle frequenze su cui sintonizzarsi per viverlo.
Michael Jakob parla di “una babele paesaggistica incessante”. Il sottofondo caotico delle definizioni ispira una riflessione sulla radice della parola che fa ricadere l’attenzione sull’appartenenza, sul Paese. Tante culture e altrettanti occhi attraversati dalla storia lo rendono unico.
La parola italiana non esprime un concetto universale. In inglese landscape non è comprensibile se non in relazione al suo correlato inscape, paesaggio interiore. In Francia paysage prende la direzione che include una visione collettiva del territorio.
Il pagus latino della cultura mediterranea, cioè «villaggio», ci ricollega all’aspetto antropico dell’uomo che sempre ha cercato nel paesaggio il modo di vivere meglio, e non solo di sopravvivere.
La Convenzione Europea del Paesaggio del 2000 scrive all’articolo 1: “Paesaggio designa una determinata parte del territorio, così come è percepito dalla popolazione, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”.
Il paesaggio, come le parole, è un riflesso pluriforme dell’essere che lo crea.

Un vivo confronto tra linguaggi che porta a un edificante fare-paese, una espressione che rende con apparente semplicità il complesso palinsesto culturale sottesi a un significato, in fondo inafferrabile.

Ma ad aprire gli orizzonti della parola Paesaggio è la visione aristotelica, che ci racconta della vicendevolezza tra l’atto di vedere e lo stupore: è dal sentimento di meraviglia (Thauma), che sorge dall’osservazione (Thea) dei fenomeni naturali, che nasce il pensiero.

CartaCarbone Autobiografia & Dintorni in questa ottava edizione sceglie questo tema, così pregnante, ricco di stimoli e profondamente sentito, attorno al quale si producono trasformazioni costanti, proporzionalmente visibili, che mettono sullo stesso piano, come in uno scatto fotografico, spazio, tempo e psiche.
CartaCarbone offrirà cornici su cui dipingere prospettive, finestre aperte su giardini e scorci di parole e segni, in un gioco di sguardi reciproci, attingendo dall’arte che da sempre rappresenta il paesaggio e cerca di interpretarne la sintassi.

Lo spazio fisico e mentale del paesaggio incrocia per noi una corrispondenza imperdibile.
Dieci anni fa ci ha lasciato Andrea Zanzotto, del quale ricorre il Centenario dalla nascita.Nato a Pieve di Soligo il 10 ottobre 1921, Zanzotto è colui che più di ogni altro ha saputo trasmettere la realtà del paesaggio in una prospettiva seducente, feconda, sottilissima.
Turge la fiamma dentro il vetro / e di tintinni brulicano i boschi… (Dal cielo): Zanzotto è il poeta di un paesaggio che si fa lingua, un ponte della psiche incarnato nel territorio.

Il cantore che impersonifica lo spazio, che lo dipinge addosso all’umano inerme esistere, comunica anche, come spiega la critica, l’attitudine fiduciosa nei confronti di un “vuoto” superiore: Io sono spazio frequentato / dal tuo sole deserto, / vieni a chiedermi dove / gridami solitudine… (Distanza).
L’inarrivabile pirotecnica verbale della poesia di Zanzotto, fatta di onomatopee, crasi e allitterazioni vorticose, distilla vitalmente il suo nocciolo di sofferenza, l’entusiasmo momentaneo che trasforma una vita in parole e le parole in note musicali dove l’amore per il paesaggio, accoglienza dell’umano fare, si esplica in tutta la sua dedizione.
Benché sia stato più volte candidato al Nobel, la figura di Andrea Zanzotto ha saputo mantenersi lontana da ogni formalità mondana, coltivando umilmente quella fede nella poesia che ha alimentato la sua “accesa forza psichica”, per dirla con Fellini nella lettera all’amico poeta che introduce Filò, uno dei suoi libri più amati. Una tensione creativa incessante quella di Zanzotto, a cui CartaCarbone unitamente a Fondazione Cassamarca dedica integralmente la sezione poesia dell’ottava edizione del Festival.

Il festival si inserisce all’interno di un ricco e articolato programma di manifestazioni che, dalla primavera alla fine dell’annata centenaria (ma con seguiti già previsti per quella seguente), ricorderanno la figura di Andrea Zanzotto. Un poeta per tutti e per nessuno, che significativamente sarà celebrato tanto dalle Università e dalle maggiori istituzioni culturali europee (come l’Università di Oxford, l’Istituto italiano di cultura e la Maison de la poésie di Parigi, la Fondazione Querini-Stampalia a Venezia e l’Accademia di Francia a Roma) che dai principali festival letterari del nostro Paese. In particolare l’appuntamento di Treviso seguirà il grande convegno internazionale Zanzotto, un secolo. Da Pieve di Soligo al mondo, che dall’8 al 10 ottobre riunirà nella Heimat natale più di settanta suoi studiosi sodali e ammiratori provenienti da tutto il mondo: e che cercherà di affrontare un’opera infinitamente ricca come quella di Zanzotto nei suoi legami fra storia e geografia, fra scrittura letteraria e altri segni, fra tradizione e avvenire: dalla piccola patria al macrocosmo.

L’edizione 2021 di CartaCarbone annuncia il Concorso che si muoverà oltre il confine letterario, in collaborazione con REM Ricerca Esperienza Memoria di Adria, e la mater di CartaCarbone Nina Vola, organizzano il Concorso d’Arte: “Paesaggio/Passaggio”.
Il concorso intende avvicinare le persone al tema del paesaggio, inteso come luogo di appartenenza e come luogo di passaggio fisico e interiore, attraverso le espressioni del racconto, della poesia e della fotografia, forme che permettono l’esplorazione di luoghi ambienti territori, nella loro valenza, fonte di nuovi significati per l’interpretazione della realtà.
Non vi è alcun limite nella scelta e descrizione dello scenario geografico e ambientale: potranno essere rappresentati, descritti o anche solo citati paesaggi locali, su scala europea o globale, nei loro aspetti fisici (naturali o antropizzati), artificiali o come luoghi dell’anima.

Continua la preziosa collaborazione con l’Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano, e gli incontri con gli autori, la poesia, il teatro, la musica, i momenti dedicati ai bambini e alla scrittura.

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