Enrico Colussi

Enrico Colussi

Enrico Colussi

Enrico Colussi è nato a Treviso il 12 settembre del 1963, fotografo e illustratore trevigiano diplomato al Liceo Artistico di Treviso.
Dal 2003 è fotoreporter per l’agenzia Fotofilm referente principale per il quotidiano locale “la Tribuna di Treviso’’.
Ha partecipato ad alcune mostre:

– Nel 2001 alla prima collettiva di fotografi presso lo Spazio Paraggi a Treviso.
– Nel marzo 2006 alla collettiva di fotografi dal tema “La NOSTRA TREVISO’’ presso il Museo di Santa Caterina di Treviso.
– Nel 2007 una mostra fotografica personale dal titolo “Ritratti” sempre presso lo Spazio Paraggi a Treviso.
– Nel 2014 mostra personale di illustrazioni dal titolo “Coltiva lo sguardo’’ un disegno al giorno presso Officine Li Volsi.
– Nel 2016, progetto in collaborazione con Cartacarbone, mostra dal titolo “OLTREVISO’’ all’osteria Arman, ritratti di Enrico Colussi, incisioni di Alessandro De Bei e video di Federico Cassandrin.
– Nel 2017, personale “Prospettive’’ alla Galleria San Paolo Arte.
La macchina fotografica gli permette di guardare, documentare e scoprire sempre aspetti nuovi e inattesi.
Un progetto, sulla città: Treviso è città meraviglia, ci sono luoghi non osservati, non guardati, ci sono realtà ai margini che non vengono mostrate perché è triste e inopportuno. Situazioni di vita quotidiana, aspetti inattesi, attimi che appartengono al magico vivere che sfugge, come il tempo.
La fotografia ha questo potere, fermare attimi. Documentare.

Un progetto, sul ritratto: da oltre 20 anni raccoglie volti di Treviso, in primissimo piano, è una ricerca dell’antropologia del volto. Gli interessano le persone e il viso è racconto, espressione.
La città c’è ma non si vede.

Un progetto, illustrazioni: QUOTIDIE. Dal 17 marzo del 2009, “Un disegno al giorno’’.
Su cartoncino formato A4, rappresenta, con tecnica mista a china e pastelli, un volto immaginario.
È un progetto senza alcun committente, ha un suo vivere oggettivo, slegato da compiacimenti, matura dal curioso guardare, confrontarsi e vive di oggettive e quotidiane rappresentazioni.

 

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